- Parco ex convitto civico
- Realizzato nel 1938, dall'anno di chiusura del Convitto civico (1978) il parco è stato completamente abbandonato. Allo stato attuale esso viene percorso quasi esclusivamente dagli studenti delle scuole superiori per raggiungere la sottostante palestra di mezzavia: questo fenomeno, unitamente all'incuria generale, ha comportato il degrado dei percorsi pedonali e la creazione di numerosi camminamenti sull'intera superficie.
La mancanza di cure colturali ha causato un accentuato degrado del soprassuolo arboreo, con schianti e morìe di individui appartenenti per lo più a specie esotiche o non adatte alla stazione ed affermazione progressiva di specie arbustive infestanti, in primo luogo Sambucus nigra.
La vegetazione arborea ed arbustiva che caratterizza il parco è così sintetizzabile:
- filari di tiglio (Tilia sp.) e di ippocastano (Aesculus hippocastanum)
lungo i viali trasversali. In particolare gli individui di ippocastano,
sottoposti in passato a drastiche e ripetute capitozzature della chioma,
risultano spesso in precarie condizioni fitosanitarie, con presenza di
individui morti in piedi o gravemente attaccati da agenti di carie del
legno; le chiome sono piuttosto sbilanciate e appesantite sia a causa
della concorrenza intraspecifica sia a causa delle mancate potature
periodiche, sono inoltre presenti branche deperienti o morte. I tigli,
presumibilmente appartenenti alla specie Tilia platyphyllos, risultano
anch'essi in forte concorrenza e necessitano di potature urgenti di
ringiovanimento e contenimento. Sparsi tra i filari spiccano alcuni
esemplari di Platanus hybrida.
- gruppi di conifere dislocate principalmente lungo i lati ovest ed est
e rappresentate soprattutto da Picea abies, Pinus excelsa ,
Pinus
strobus, Chamaecyparis lawsoniana e Cupressus sempervirens. In
particolare l'abete rosso, poco adatto alle caratteristiche stazionali,
è rappresentato da esemplari di dimensioni da medie a notevoli
distribuiti a macchie o in filare, spesso sofferenti; sono presenti
individui morti in piedi come anche esemplari cimati. I pini sono poco
rappresentati e risultano in cattive condizioni vegetative in quanto
inadatti alla stazione. Da rilevare la presenza di alcuni individui di
Cedrus deodara in discrete condizioni fitosanitarie che necessitano
comunque di interventi di alleggerimento della chioma.
- latifoglie varie rappresentate per lo più da betulla (Betula
pendula), platano (Platanus hybrida), noce (Juglans regia),
pioppo
cipressino (Populus nigra var. italica), ciliegio selvatico (Prunus
avium). Si tratta di individui isolati o in piccoli gruppi localizzati
nelle aree perimetrali del parco, spesso in pessime condizioni
fitosanitarie.
- siepi di bosso (Buxus sempervirens) che delimitano tutti i vialetti
interni del parco; gli individui che costituiscono le siepi, nonostante
la pluridecennale mancanza di cure colturali, risultano in discrete
condizioni vegetative. È tuttavia oltremodo necessaria una tosatura di
contenimento e rimodellamento di tutte le siepi di bosso che a tratti
dovranno essere rinfoltite.
- arbusti ornamentali quali lauroceraso (Prunus laurocerasus) ed
agrifoglio (Ilex aquifolium var. aureo marginata) sono presenti in pochi
esemplari nelle aree centrali del parco; alcuni individui di lauroceraso
in particolare, a causa delle mancate potature, si sono sviluppati in
modo abnorme assumendo un portamento arboreo contorto.
- nel parco sono inoltre presenti alcuni esemplari di magnolia (Magnolia
grandiflora), di phytolacca (Phytolacca decandra), di
alloro (Laurus
nobilis) e pochi individui di palma nana (Chamaerops humilis); questi
ultimi, assolutamente non adatti alla stazione, risultano piuttosto
sofferenti.
- l'abbandono del parco ha comportato una vasta affermazione e
diffusione di piante infestanti, in primo luogo Sambucus nigra, che ha
colonizzato la gradinata in cls del campo da calcio ed è ben
rappresentato anche all'interno del parco. Hedera helix è presente a
ricoprire il fusto e le branche di alcuni individui arborei, mentre
nelle zone dove la densità arborea è elevata l'edera ricopre a tratti
il suolo con lunghi stoloni avvantaggiandosi dell'ombreggiamento. Nella
zona limitrofa all'area forestale degradata a valle dell'ospedale e
lungo il lato ovest del campo da calcio si è affermata una fitta
copertura di rovi (Rubus sppl.), che sono comunque presenti a tratti
all'interno del parco nelle porzioni maggiormente degradate. Robinia
pseudoacacia è invece presente in modo sporadico.
- Lo strato erbaceo nel parco è poco rappresentato a causa del consistente
costipamento del suolo, del forte ombreggiamento operato dal fitto strato
arboreo e della lettiera acida indecomposta costituita dagli aghi delle
conifere; le specie osservate sono perlopiù nemorali.
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- Superfici forestali degradate ubicate sulla scarpata sottostante l'Ospedale cittadino
- Queste superfici sono localizzate sul versante ad esposizione
N/NW a valle dell'ospedale, caratterizzato da elevate pendenze (in media 50%)
e dalla presenza di fenomeni di dissesto in atto di dimensioni varie, erosioni
superficiali ed emergenze d'acqua diffuse.
La copertura arborea è attualmente limitata a residui di aree boscate con
prevalenza di latifoglie miste, rappresentate da esemplari spesso in cattive
condizioni vegetative in quanto deperienti, stramaturi o malati.
Lo strato arboreo è composto prevalentemente da latifoglie nobili, in
particolare è diffuso Acer pseudoplatanus con esemplari anche di
dimensioni notevoli (Æ
> 50 cm), in subordine sono presenti Prunus avium, Juglans regia
(nelle aree a minor pendenza con suolo sufficientemente potente), Alnus
glutinosa (soprattutto nei canali d'impluvio che solcano il versante).
Specie sporadiche sono Tilia platyphyllos, Ulmus glabra, Fraxinus
excelsior e Populus nigra.
L'intera superficie è caratterizzata dalla presenza di specie fortemente
infestanti che hanno colonizzato le chiarie e le aree scoperte dai tagli
irrazionali operati durante la metà degli anni '80; in particolare Sambucus
nigra è fortemente presente nelle zone più fresche e forma una copertura
assai densa, con ceppaie piuttosto vigorose. In subordine è diffusa Robinia
pseudoacacia, che si afferma specialmente nelle aree più rilevate ed
asciutte.
La specie arbustiva maggiormente infestante risulta tuttavia Clematis
vitalba, che ricopre fittamente ampie porzioni di terreno rendendole quasi
impenetrabili; sono molto frequenti individui di vitalba dal fusto di alcuni
cm di diametro che assumono carattere lianoso e si sviluppano verticalmente
lungo i fusti di specie arboree già sofferenti appesantendone la chioma e
limitandone lo sviluppo.
Gli interventi di recupero e miglioramento forestale in progetto
consisteranno quindi soprattutto nel taglio e nell'eliminazione delle ceppaie
di sambuco e robinia, che saranno preceduti da decise operazioni di
decespugliamento a carico della vitalba e dei rovi (Rubus sppl.);
questi ultimi, anch'essi piuttosto infestanti nell'area in esame, sono
tuttavia limitati a zone circoscritte.
Altre specie arbustive presenti sono Corylus avellana, diffuso quasi
unifomemente sull'intera superficie, nonché Salix caprea. In minore
entità si ritrovano Cornus sanguinea, Cornus mas e Crataegus
monogyna.
Hedera helix è ben rappresentata nelle aree maggiormente ombreggiate e
ricopre frequentemente il fusto di grandi esemplari di latifoglie (aceri di
monte, ciliegi) con ramificazioni di dimensioni anche considerevoli.
Dal punto di vista fitosanitario lo strato arboreo risulta piuttosto
compromesso: sull'intera superficie si ritrovano parecchi alberi schiantati al
suolo (specialmente latifoglie nobili) a causa dello scalzamento dell'apparato
radicale operato da movimenti erosivi superficiali; si tratta di individui di
dimensioni anche elevate già indeboliti da agenti di carie del legno,
sofferenti a causa di ferite provocate dai tagli effettuati negli anni '80 o
stramaturi.
In generale sono presenti sulla superficie molti individui stramaturi o
deperienti che, pur presentando in alcuni casi un certo valore paesaggistico,
dovranno essere in buona parte eliminati in quanto senza futuro o operanti un
eccessivo appesantimento del suolo.
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