Operazioni di pulizia, diradamento e miglioramento delle superfici degradate in scarpata situate al di sotto dell’edificio dell’ospedale cittadino
- Diradamenti
Su tutta la superficie dovranno essere eliminate le specie
arbustive infestanti (Rubus sp., Clematis vitalba) ponendo
particolare attenzione a non danneggiare le specie arbustive che si vogliono
conservare. L’operazione verrà condotta con decespugliatori ed attrezzi
manuali, i residui di taglio non verranno raccolti e resteranno sul terreno
come materiale pacciamante.
L’intervento di diradamento sarà condotto sulle ceppaie
di Robinia pseudoacacia su cui verrà effettuata l’eliminazione di
tutti i polloni rasoterra e successivo disseccamento dei residui secondo le
modalità di seguito descritte.Lo strato arbustivo basso sarà soggetto a diradamento,
cercando di preservare esemplari di Cornus sanguinea, Salix e Corylus
avellana liberandoli dalla concorrenza del sambuco nero; i materiali di
risulta delle operazioni di diradamento andranno raccolti insieme alle
ramaglie derivanti dall’abbattimento degli esemplari arborei e triturati.
I tagli verranno condotti a partire dalla zona bassa dell’area
salendo verso il piazzale dell’ospedale, in modo da condurre le operazioni
di esbosco su superficie libera.
Biotriturazione del materiale vegetale di scarto
Le ramaglie, i cimali e i materiali vegetali derivanti dalle operazioni di
pulizia ed abbattimento verranno triturati; il prodotto vegetale così ottenuto
verrà utilizzato nelle successive operazioni di messa a dimora di alberi e
arbusti come materiale pacciamante e concime vegetale
Rinfoltimenti e messa a dimora di specie arboree ed arbustive nell’area boschiva
Su tutta al superficie interessata dai diradamenti e
dagli interventi di miglioramento forestale e, in generale, dove esistano
chiarie o zone a densità ridotta (naturali oppure dovute agli interventi
di diradamento) nonché sulle superfici dei canaloni utilizzati per l’esbosco,
si effettueranno, in base alle indicazioni della direzione dei lavori,
rinfoltimenti e messa a dimora di specie arboree ed arbustive, al fine di
mantenere un’adeguata copertura del suolo già dai primi anni successivi
all’intervento.
Esemplari arborei di grosse dimensioni (circonferenza
del fusto 12-16 cm) sono previsti soprattutto nelle zone della scarpata
meno declivi. Dove si renda necessaria la messa a dimora di tali esemplari
per ricostruire la copertura del suolo, in zone con forte pendenza o su
cui siano presenti fenomeni di erosione superficiale, si sceglieranno
specie con apparato radicale fittonante come la rovere (Quercus petraea)
Esemplari di piccole dimensioni (altezza inferiore a 80
cm) saranno distribuiti a gruppi su tutta la superficie.
Modalità di impianto
È prevista la messa a dimora di alberi da destinare alla ricostruzione della copertura del suolo delle aree con alta densità di infestanti nelle quali verranno utilizzate piante con dimensioni maggiori tali da non venire coperte dall’altra vegetazione e per mitigare l’impatto visivo dell’intervento.
Preferibilmente si sceglieranno piante di provenienza regionale; l’impianto dovrà avvenire durante il riposo vegetativo.
Verrà applicato uno schema di impianto irregolare con piante messe a dimora a gruppi: le piantine dovranno essere disposte a piccoli gruppi densi monospecifici di 8 - 12 esemplari della stessa specie per gli arbusti e di 1 - 2 piantine per gli alberelli, affiancando gruppi di specie diverse in funzione del loro comportamento più o meno eliofilo e delle dimensioni future delle piante.
Per contenere la concorrenza delle specie infestanti (specialmente rovo e clematide), le piantine arboree ed arbustive messe a dimora verranno appositamente pacciamate mediante l’utilizzo di pannelli in materiale cellulosico biodegradabile. Questo accorgimento permetterà una buona protezione del suolo per almeno 2-3 anni, che se accoppiata al decespugliamento favorirà la buona vegetazione dei giovani individui.
Gli alberi di nuovo impianto verranno inoltre protette dai possibili danni da animali selvatici (soprattutto roditori e lepri) con tubi o reti protettive, che inoltre favoriscono il corretto accrescimento della pianta ed il mantenimento di una buona conformazione del fusto nei primi anni di vita.
Gli alberi di grosse dimensioni verranno forniti in pani di terra e verranno messi a dimora in buche di dimensioni adeguate ed opportunamente concimate; verranno sostenuti da un palo tutore a cui saranno fissati con tre legature.
Le specie di nuovo impianto dovranno essere irrigate periodicamente per piede d’albero.
Riqualificazione dell’area verde della scarpata con apertura di un sentiero turistico
Considerata la posizione centrale dell’area della palestra di mezzavia rispetto a Mondovì Piazza, Mondovì Breo e Carassone, è nelle intenzioni dell’Amministrazione incrementare l'afflusso turistico nella zona mediante l’apertura di un percorso pedonale che attraversando la scarpata dell’ospedale, oggi impraticabile, si ricongiunga a piazza tramite i sentieri già presenti sulla scarpata dell’ex convitto.
Sono previsti interventi di ingegneria naturalistica per creare un piano calpestabile al sentiero per una lunghezza lineare di 6 metri in corrispondenza di un’incisione nella superficie della scarpata.
Vista la necessità di avere una certa stabilità ed immorsamento alla superficie della scarpata si utilizzeranno allo scopo elementi a reticolo spaziale rinverditi, in particolare la tipologia costruttiva codificata come palificata in legno a parete semplice.
Ottenuto il piano calpestabile si procederà all’esecuzione delle opere accessorie di regimazione delle acque consistenti nella messa in opera di una canaletta longitudinale realizzata in tavole di legname durabile di castagno chiodate e graffate in modo da avere una sezione di 30cm di larghezza per 15 cm di altezza, posta a monte rispetto al sentiero, fissata a terra con piloti in legno durabile posti alla distanza di uno ogni due metri e decorrente lungo tutto il percorso del sentiero. Lo scarico delle acque accumulate avverrà in un pozzetto di raccolta preesistente individuato sull’elaborato grafico di progetto.
Su tutta la superficie del sentiero è prevista la semina a spaglio di opportuno miscuglio di graminacee resistenti al calpestamento.
Non sono previste protezioni particolari (spallette, palizzate o simili) lungo il percorso.

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