- Ubicazione, Estensione, Confini
- L'area è localizzata all'interno dell'abitato di Bene Vagienna, e comprende la scarpata prospiciente le mura e confinante nella parte basale con la strada Provinciale per Lequio Tanaro.
Il castello, attualmente adibito a Casa di Riposo, fa parte del complesso delle mura di fortificazione medioevali dell'abitato di Bene Vagienna.
- Descrizione dello stato di fatto
- L'area è ben visibile dalle strade decorrenti il bacino del fiume Mondalavia o dal centro abitato;
attualmente la presenza di vegetazione in stato di forte degrado e le baracche rendono difficilmente visibile il complesso delle mura del castello, che in caso contrario spiccherebbero con tutta la loro imponenza. Considerevole è la presenza di Edera helix sulle strutture murarie, sicuramente mai contenuta, che ne aggrava la situazione.
Su tutta la superficie della scarpata in questione sono presenti formazioni arbustive ed arboree tipiche di condizioni di forte degrado ed abbandono, l'aspetto visivo disordinato dell'insieme non si confà alla presenza di manufatti considerati una parte importante del patrimonio storico del comune, inoltre in più punti si denota la presenza di fenomeni erosivi ed assenza o scarsità di terreno organico, piccoli e poco visibili segni di franamenti sono diffusi un po' ovunque, nonostante la relativa poca estensione della pendice.
Il già citato degrado dei luoghi ed il generale disordine del pendio di scarpata non permettono quindi di valorizzare appieno una parte importante del patrimonio storico del comune e di rendere fruibile un'area che per estensione e posizione può essere considerato un'importante polmone verde dell'abitato di Bene Vagienna.
- Inquadramento storico dell'area
- A circa due chilometri dall'attuale città, sulla sinistra del torrente Mondalavia, nella regione detta Roncaglia, si trovano le vestigia dell'antica romana Augusta Bagiennorum. Era questa la capitale dei Liguri Vagienni, una popolazione di origine iberica che, secondo gli antichi scrittori, occupava il territorio compreso tra il Po ed il Tanaro, all'incirca i due terzi dell'attuale provincia di Cuneo. Dei Vagienni si hanno scarse notizie: erano agricoltori che difesero con fierezza la loro libertà, prima contro i Cartaginesi di Annibale e poi contro i Romani. Dopo più di un secolo d'impari lotta, Roma verso il 125 a.C., riuscì a sopraffarli e da allora ne seguirono con lealtà le sorti per tutta la durata dell'impero.
La vecchia città romana, distrutta nelle guerre per la conquista della Liguria da parte dei Longobardi (dal VII all' VIII secolo d.C.), venne progressivamente abbandonata e i suoi resti monumentali usati come cava di laterizi per costruire la nuova città su una posizione più difendibile, alla confluenza tra due profondi fossati (i torrenti Mondalàvia e Cuccetta), a cui si aggiunsero più tardi il Castello con i suoi merli ghibellini (già citato nel primo documento benese, anno 901, dapprima sede vescovile e dal 1412 ristrutturato in fortezza da Ludovico Costa), e le mura di cinta (alzate dai Francesi dal 1562 su disegno di Francesco Orologi di Vicenza), rinforzate da casematte per le artiglierie e da rivellini, oggi luogo di passeggio.
Il dominio vescovile durò 500 anni con interruzioni tra le quali merita di essere ricordato il periodo di reggimento a libero Comune nella prima metà del secolo XIII. Allora Bene faceva alleanze e guerre ed era trattata alla pari dei maggiori comuni e principati dell'Alto Piemonte.
Nel 1387 Amedeo di Savoia, principe di Acaja, dopo aspra lotta e dopo aver distrutto e rovinato le mura cittadine ed il castello, s'impadronisce di Bene: ha così inizio la dominazione dei Savoia che fu, compatibilmente coi tempi, apportatrice di pace e di prosperità.
Nel secolo successivo inizia il dominio feudale dei Costa di Chieri (23 Agosto 1413) con l'infeudazione, da parte dell'ultimo degli Acaja, di Trinità, Carrù e Bene, a Lodovico Costa, patrizio di Chieri, suo fedele vassallo.
Bene venne cinta di fortificazioni con l'abbattimento dei borghi esterni (è di questo periodo l'abbattimento della chiesa della Rocchetta) e fatta sede di un forte presidio forestiero.
Quando Emanuele Filiberto, dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559), rientra nei suoi possessi, anche Bene viene reintegrata nel ducato di Savoia.
Nel secolo XVII le fortificazioni erette nel precedente (e delle quali molte ancora restano al presente) ne fecero una piazzaforte importante che ebbe peso nelle lotte del tempo.
Il conte di Harcourt pose con i suoi francesi assedio a Bene nel 1641 e l'ebbe dopo aver vinto l'accanita resistenza della guarnigione e della popolazione: la città sofferse molto nelle persone e negli averi e venne appiccato il fuoco a molte case.
Ebbe il titolo di città nel secolo XVII; infatti, Carlo Emanuele I (regnò tra il 1580 e il 1630) accordò spontaneamente ai "fedelissimi di Bene" il nome ed il grado di Città Ducale.
La seconda metà del '600 e il principio del '700 rappresentano per Bene un intenso periodo ricostruttivo, specie nei pubblici edifici che lasciano alla città, fino ad allora di aspetto pressoché medievale, l'impronta che ancora conserva. Conforme alle necessità stilistiche del tempo le case vennero rimaneggiate facendo purtroppo scempio delle caratteristiche medioevali preesistenti.
Nel 1796 Bene fu occupata dalle truppe napoleoniche; in seguito all'armistizio di Cherasco, passa sotto il presidio francese e subisce le "imposizioni" della rivoluzione e dell'impero.
Con il ritorno dei Savoia la storia di Bene si confonde e si unifica a quella del Piemonte e dell'Italia. Unica nota di rilievo è "l'attribuzione" da parte del Consiglio Comunale, nella seconda metà del secolo scorso, dell'aggiunta del titolo di "Vagienna" in ricordo dei suoi antichi abitanti.
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